• Pubblicato Mercoledì 04 Marzo 2015
  • Da Ugo Volpato

 
Il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la Legge Regionale n. 2 del 24.02.2015 (pubblicata nel Bur n. 21 del 03 marzo 2015) di iniziativa della Giunta Regionale che recepisce, tra le altre cose, la Direttiva europea 2013/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013.
Tale direttiva modifica la precedente Direttiva 2003/98/CE (relativa al riutilizzo dell’informazione del settore pubblico), recepita dallo Stato con D.Lgs. 24/01/2006, n. 36 "Attuazione della direttiva 2003/98/CE relativa al riutilizzo dei documenti nel settore pubblico".
 
Come mai la Regione ha deciso di intervenire con una propria legge regionale?
La Direttiva n. 2013/37/UE intende dare più risalto al principio dell’accessibilità e della fruibilità dei dati delle pubbliche amministrazioni rispetto a quanto previsto dalla precedente direttiva 2003/98/CE, prevedendo l’introduzione di un obbligo generalizzato per gli Stati membri di "rendere riutilizzabili tutti i documenti a meno che l’accesso sia limitato o escluso ai sensi delle disposizioni nazionali sull’accesso ai documenti e fatte salve le altre eccezioni stabilite nella presente direttiva".
 
Perché è importante questa legge regionale?
Innanzitutto perché anticipa a livello nazionale il recepimento della predetta direttiva europea 2013/37/CE, nel rispetto delle prerogative del legislatore nazionale; l’articolo 17,  infatti, contiene una “clausola di cedevolezza”: <<Le disposizioni statali [..] si applicano, in luogo delle disposizioni regionali in contrasto, sino alla data di entrata in vigore della normativa regionale di adeguamento>>, in conformità all’orientamento espresso dalla Corte Costituzionale circa l’ammissibilità di detto tipo di previsioni (Corte Costituzionale, sentenza n. 398/2006).
Questa legge regionale, quindi, nel suo Titolo IV° (articoli da 15 a 17) detta disposizioni in materia di apertura e riutilizzo dei dati pubblicati sul portale della Regione del Veneto (http://dati.veneto.it/), demandando alla Giunta regionale l’approvazione di un apposito regolamento che definisca le modalità concrete di accesso e riutilizzo dei dati pubblicati sul portale della Regione, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge al fine di tener conto, nella redazione del citato regolamento, delle eventuali previsioni contenute nella sopravvenuta normativa statale di recepimento della Direttiva 2013/37/CE.
 
Questa legge regionale riguarda solo l’Ente “Regione del Veneto” o anche altre pubbliche amministrazioni del territorio veneto?
Si è ritenuto opportuno prevedere che siano oggetto di pubblicazione nel portale della Regione del Veneto, dedicato agli open data, anche dati ed informazioni di cui sono titolari altri enti pubblici, demandando ad apposite convenzioni la disciplina dei rapporti tra la Regione e gli enti titolari dei dati pubblici.
In tal senso il portale regionale diventerà una “grande vetrina” del patrimonio informativo del Veneto attraverso il “catalogo dei dataset”.
 
Quali saranno i contenuti del prossimo regolamento attuativo regionale?
L ’articolo 16 della legge regionale, individua i principi e criteri direttivi che dovranno essere seguiti dalla Giunta Regionale nell’approvazione del regolamento attuativo.
Con il regolamento in parola, la Giunta regionale, in conformità ai principi stabiliti nella normativa europea e statale vigente, definirà le modalità del processo di “apertura dei dati”, che si articolerà nelle seguenti fasi:

  1. identificazione dei dati trattati;
  2. analisi dei dati e della possibilità della loro pubblicazione;
  3. individuazione dei dati da pubblicare e del loro livello di aggregazione;
  4. pubblicazione dei dati.

La Giunta Regionale definirà le modalità di riutilizzo dei dati secondo i seguenti principi:
a) cura della qualità dei dati pubblicati, con particolare riferimento alle dimensioni di accuratezza, completezza ed attualità dei dati medesimi;
b) possibilità di riutilizzo dei dati da parte di chiunque, anche per fini commerciali, nel rispetto delle esclusioni e limitazioni previste dalla normativa vigente;
c) previsione secondo cui i dati e i documenti pubblicati nel portale regionale dedicato agli open data, senza l'indicazione di una licenza associata, si intenderanno rilasciati come dati di tipo aperto;
d) previsione secondo cui le eventuali licenze per il riutilizzo di dati dovranno imporre il minor numero possibile di restrizioni al riutilizzo stesso.
 
Quale potrà essere l’effetto di questa apertura dei dati?
Il patrimonio informativo in possesso della Regione del Veneto e delle amministrazioni pubbliche del territorio veneto, una volta messo a disposizione della collettività, potrà favorire la ripresa e la crescita economica.
I dati - laddove possibile, perché non vietato da specifiche normative - verranno resi liberamente e gratuitamente accessibili sul portale web della Regione grazie alle tecnologie info-telematiche e diventeranno, pertanto, riutilizzabili in modo creativo da parte di cittadini e imprese, anche in ambiti e per finalità differenti rispetto a quelli per cui sono stati raccolti o formati.
In questo senso, la disponibilità dei dati pubblici e il conseguente riutilizzo potranno stimolare idee, progetti ed innovazioni, e per questa via contribuiranno ad arricchire i servizi esistenti e a creare le condizioni per avviare nuove attività di business da parte di privati e imprese.
 
E’ possibile avere il testo della legge?
La legge regionale n.2/2015 è consultabile al link: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=292921