• Pubblicato Mercoledì 01 Luglio 2015
  • Da Andrea Scopel

Da un po' di tempo si parla spesso di OPEN DATA, tanto che con 2 provvedimenti normativi (prima il decreto crescita e poi il decreto sulla trasparenza) lo stato italiano ha deciso che tutti i dati debbono essere pubblicato in un formato aperto.

Il tema e' complesso e ha risvolti che vanno dal tipo di licenza, al formato, alla piattaforma da utilizzare, ecc. e implicano aspetto giuridici e informatici,  ma in questa sede parleremo solo degli aspetti organizzativi: perché i dati non escono per magia da un database, ma debbono essere "trattati" nel modo dovuto, soprattutto in questo momento in cui il processo di pubblicazione deve ancora prendere forma.



Se si fa una breve ricerca sulla rete, salta subito all'occhio che solo i Comuni di grandi dimensioni si sono cimentati con questo tema; e i comuni piccoli?

Ricordiamoci sempre che su un totale di poco più di 8000 Comuni italiani, l'80% ha una popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, e quindi si parla per la maggior parte di realtà medio piccole.

 

Come può fare un piccolo comune a cimentarsi con gli OPEN DATA?

Proverò a dare alcune indicazioni: come si fa per una ricetta di cucina, ecco quali possono essere gli ingredienti:

  1. innanzitutto un progetto e un referente definito (non dimentichiamoci che ogni ente può avere le migliori intenzioni, ma se non c'e qualcuno che conduce il gioco, difficilmente l'obiettivo verra' raggiunto)

  2. un referente per ciascun settore, perché i cambiamenti non si fanno da soli, ma insieme alla struttura (ci vuole più tempo, ma fa crescere l'organizzazione)

  3. un po' di formazione non guasta, perché comunque una minima base teorica e' necessaria

  4. un censimento delle basi dati da cui estrarre ciò che ci serve, sapendo come possiamo utilizzarle ai nostri fini

  5. la collaborazione di qualcuno (Comune capoluogo? Provincia? Regione?) per la pubblicazione dei dati (difficilmente un piccolo Comune può investire risorse in costose piattaforme o siti tematici)

  6. e per ultimo, ma non per ultimo, occorre darsi uno sguardo intorno, cercando i software free che danno modo di rappresentare i dati: e' vero che stiamo parlando della pubblicazione dei dati in formato "grezzo", ma e' anche vero che i dati sono patrimonio dei cittadini, che hanno anche il diritto di leggerli e capirli con facilita'.